Dubbi di Unipol sui mini-bond

Scritto da Segreteria GAA UnipolSai in data: .

(fonte - Intermedia Channel)

Molti ostacoli all'investimento da parte delle assicurazioni

Da Solvency alla liquidità. Sono numerosi gli ostacoli che si frappongono all'investimento degli investitori istituzionali, in particolare delle compagnie di assicurazione, nelle piccole e medie imprese italiane. Nodi illustrati ieri alla commissione Finanze della Camera dal direttore generale pianificazione e immobiliare Unipol, Gian Luca Santi.

Le compagnie, per esempio, non sono strutturate per analizzare il rischio di investimento dei nuovi mini-bond introdotti con il decreto Sviluppo. Una pratica che si addice di più alle banche che quotidianamente lavorano con imprenditori e imprese. I mini-bond sono strumenti emessi da società non quotate, nati con l'obiettivo di favorire il ricorso al mercato del debito da parte delle aziende più piccole e ad oggi sono ancora poco diffusi. Quotati in un apposito segmento creato da Borsa Italiana (Extramot pro), gestiscono complessivamente 1,5 miliardi, con soli sette emittenti. L'attività di analisi di questi strumenti, ha sottolineato Santi, richiederebbe «costi non proporzionati alla dimensione media delle emissioni».

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